
Inizia molto tardi la sua carriera artistica, e dopo essere entrato in contatto con Asger Jorn, fonda nel 1956 ad Alba il "Primo laboratorio sperimentale per una Bauhaus immaginista”. Da quel momento la sua attività sarà febbrile ed incessante. Sempre nel 1956 organizza ad Alba il "Primo congresso mondiale degli artisti liberi" cui partecipano Ettore Sottsass, Piero Simondo, Enrico Baj, Constant, Gil Wolman e Elena Verrone, oltre agli esponenti delle correnti artistiche d'avanguardia di otto nazioni. In quella occasione si tiene al Politeama Corino, la mostra del Laboratorio sperimentale di Alba.
Nel 1957 a Cosio di Arroscia partecipa alla fondazione dell'Internazionale situazionista, che nasce dalla fusione del movimento lettrista con il Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista, insieme a Guy Debord, Michèle Bernstein, Asger Jorn, Constant Nieuwenhuys, Walter Olmo, Piero Simondo, Elena Verrone, Rulph Rumney.
Le tappe più importanti degli anni successivi sono la mostra personale allo Stedelijk Museum di Amsterdam, la mostra “Dalla natura all'arte” organizzata a Palazzo Grassi di Venezia e l'invito di Maurizio Calvesi alla Biennale di Venezia del 1964, anno della sua morte.
Il gesto libero, caratteristico dell'arte informale, venne portato da Gallizio alle estreme conseguenze con la sua "pittura industriale". La vendita "a metro" della tela dipinta avrebbe voluto decretare la fine dell'arte moderna come valore, invece il risultato fu di aprire la strada ad una fase nuova, con un azzeramento cromatico che venne eseguito magistralmente con le tele bianche ed estroflesse degli artisti del gruppo "Azimuth": Piero Manzoni, Enrico Castellani e Agostino Bonalumi. Quindi, anche se l'intento ultimo distruttivo di Pinot Gallizio non riuscì, la sua figura rimane di primaria importanza in quanto strumentale alla presa di coscienza di un necessario superamento dell'informale e di un'apertura verso le successive tendenze del novecento.
Sue opere si trovano in numerosi musei fra cui: Stedeljik Museum, Amsterdam; Centre Georges Pompidou, Parigi; Museo Reina Sofia, Madrid; Museum Jorn, Silkeborg; Museo Pecci, Prato; Gam, Torino; Neue Galerie, Berlino.