
Dopo avere incontrato alcuni esponenti del Secondo futurismo tra cui Fillia, nel 1926 si trasferisce definitivamente a Torino, dove si dedica alla pittura e al disegno industriale e collabora poi con diverse riviste futuriste tra cui “La Città Nuova” e “Stile Futurista”.
Nel 1928 partecipa alla XVI Biennale di Venezia, nella sala dedicata ai futuristi.
Nel 1930 è nuovamente presente alla Biennale di Venezia, poi all'“Esposizione futurista” di Alessandria e alla “Mostra Amici dell'Arte” a Torino. Realizza anche interni per appartamenti e negozi arredando con Fillia la “Taverna Futurista del Santopalato”.
Nel 1932 si diploma in architettura presso la Regia Accademia Albertina.
Nel 1976, in occasione del centenario della nascita di Marinetti, crea una serie di lito-seri-collage dal titolo Marinetti Rotante in Divenire.
Muore a Torino nel 1982.