
Dal 1953 espone in gallerie e musei, soprattutto in Germania, Olanda, Francia, Lussemburgo e Italia. Nel 1997 un gruppo di sue opere è stato esposto in Polonia in una mostra itinerante nei musei di Varsavia, ecc. Sue opere si trovano in musei e collezioni private europee, in Canada e Stati Uniti.
Dal 1960 la stampa italiana si è occupata criticamente del suo lavoro di pittore e disegnatore di opere eseguite nella luce e nel silenzio del suo atelier: i dipinti nel tipico sfolgorio coloristico e con linguaggio autentico e personale, i disegni in cui troviamo l’inconfondibile espressione grafica che corrisponde a un raffinato desiderio d’eleganza, un volere collocare i temi, le azioni e i pensieri dietro l’incredibile e preziosa cortina baumgartiana del bianco e nero.
Luigi Carluccio, nel 1976, per la presentazione dei 43 disegni su I nuovi disastri della guerra alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Torino (ora di proprietà della Provincia di Torino), affermava: «I caratteri del mondo che Baumgartner trasferisce sul foglio sono quelli di un Espressionismo che si allunga fino a noi con il suo carico di visione della vita nel suo divenire».
Nel 1993, è uscito l’Evangeliario, interamente scritto e dipinto da Baumgartner, edito da Schnell & Steiner di Ratisbona, una originale e moderna versione del libro liturgico contenente i brani del Vangelo. Nel 1998, sempre per i tipi della Schnell & Steiner, viene presentata, nella Sala della Letteratura di Monaco, la monografia Fritz Baumgartner: 50 Jahre Malerei und Grafik con un accurato e autorevole saggio critico di Florens Deuchler, che permette utili confronti e una seria verifica del percorso e del continuum del lavoro di Baumgartner nell’arco di cinquant’anni. L’anno dopo la monografia viene pubblicata in lingua italiana da Priuli & Verlucca, editori, e viene presentata a Torino nella biblioteca del Goethe Institut.
Artista inquieto e poliedrico, senza alcun dubbio uno dei più interessanti disegnatori e grafici contemporanei, uomo colto dotato di un senso totale dell’esistenza, un’intelligenza vitale e partecipazioni non comuni con un modo di pensare, vedere e sognare l’essenza della vita che si dilata anche fra la gente. Un artista che non si è mai lasciato incantare dalle facili sirene delle innumerevoli pseudoavanguardie sorte nella grande confusione dell’arte del secondo dopoguerra.